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Fase difensiva · 8 min di lettura

Blocco basso, medio o alto: come scegliere in base alla rosa

Prima di scegliere il modulo bisogna scegliere l'altezza del blocco. È la decisione che condiziona tutto il resto: dove recuperi palla, quanti metri devi correre, quanto spazio lasci alle spalle. Non esiste un'altezza di blocco giusta in assoluto: dipende dalle caratteristiche dei tuoi giocatori, dal portiere e dal tipo di avversario che affronti. In questa guida analizziamo i tre blocchi con situazioni concrete, un'esercitazione dedicata alla gestione delle distanze e una checklist per decidere partita per partita.

Blocco alto: quando ha senso

Serve una difesa che difenda bene lo spazio e un portiere che esca alto con sicurezza. Se i tuoi centrali sono forti nell'uno contro uno ma lenti nei venti metri, il blocco alto ti espone alla palla diretta e non ti restituisce nulla in cambio.

Il blocco alto rende molto quando l'avversario costruisce dal basso con pochi giocatori e non ha una punta capace di attaccare la profondità. In questo scenario la squadra recupera palla vicino all'area avversaria e riduce drasticamente la distanza da percorrere per attaccare la porta.

Va sempre accompagnato da un fuorigioco gestito collettivamente: senza una linea che sale insieme su comando vocale, il blocco alto diventa un rischio inutile perché basta un giocatore in ritardo per regalare una rete in campo aperto.

Blocco medio: il compromesso più allenabile

Con la prima linea di pressione a metà campo la squadra resta compatta su 30-35 metri e può alzarsi sui segnali di pressione senza scoprirsi. È l'assetto che consigliamo nei settori giovanili perché consente di allenare i trigger senza esporre continuamente i difensori.

Il blocco medio funziona particolarmente bene contro avversari che alternano gioco corto e lancio lungo, perché consente alla squadra di restare vicina abbastanza da pressare sulla costruzione bassa e sufficientemente arretrata da non farsi sorprendere sulle verticalizzazioni dirette.

  • Distanza fra reparti 10-12 metri, non di più.
  • Il riferimento non è la linea di metà campo ma la posizione della palla.
  • Riaggredisci nei primi 5 secondi dopo la perdita, poi riposizionati.

Blocco basso: difendere non è subire

Difendere bassi richiede più organizzazione, non meno: densità in area, marcature preventive sui rimbalzi, un giocatore che resta libero per la ripartenza e uno che copre il limite dell'area sui tiri di seconda.

Il blocco basso diventa un problema solo quando la squadra non riesce a uscire: per questo va sempre allenato insieme alla transizione offensiva, con due o tre uscite codificate. Una squadra che difende basso ma non ha un piano per riportare palla in avanti finisce per subire assedi continui anche senza concedere occasioni nitide.

Situazioni di gioco: quando cambiare altezza a partita in corso

Alzare il blocco a partita in corso ha senso quando l'avversario mostra segnali di stanchezza nella costruzione, ad esempio passaggi più lenti o meno precisi tra i centrali. Il segnale per l'allenatore è osservare il tempo di appoggio dei difensori avversari: se aumenta di uno o due secondi rispetto all'inizio partita, è il momento di dare il comando di salire.

Abbassare il blocco, invece, è spesso una scelta di gestione del vantaggio negli ultimi 15-20 minuti: si riducono i trigger di pressing attivi, si stringe la linea vicino all'area e si accetta di cedere il possesso in cambio di meno spazio da coprire per i difensori.

Esercitazione: gestione delle tre altezze con jolly mobile

Campo di 50x35 metri diviso in tre fasce orizzontali marcate a terra. Otto giocatori contro otto con un jolly che gioca sempre con la squadra in possesso. L'allenatore chiama a voce l'altezza del blocco richiesta (alto, medio, basso) e la squadra senza palla deve riposizionarsi entro 5 secondi nella fascia corrispondente mantenendo le distanze corrette fra i reparti.

Durata: 6 riprese da 4 minuti con 2 minuti di recupero. Obiettivo: la squadra impara a cambiare altezza collettivamente su comando, mantenendo sempre la stessa distanza fra i reparti indipendentemente dalla fascia occupata.

Progressione: nelle prime riprese il cambio di altezza avviene con il gioco fermo, nelle ultime due riprese avviene a gioco in corso, obbligando i giocatori a riposizionarsi mentre la palla si muove.

  • Spazio: 50x35 metri diviso in tre fasce marcate a terra.
  • Numero giocatori: 8 contro 8 più un jolly per la squadra in possesso.
  • Durata: 6x4 minuti con recupero di 2 minuti.

Errori comuni nella gestione del blocco

L'errore più comune è cambiare altezza senza che tutta la squadra lo sappia: un difensore che sale mentre il centrocampo resta basso apre una voragine fra i reparti che nessun singolo giocatore può coprire da solo.

Un secondo errore è mantenere lo stesso blocco per tutta la partita indipendentemente da come cambia il match: il blocco va gestito come una variabile dinamica, non come una scelta fissa decisa solo nel prepartita.

  • Comunica sempre il cambio di altezza a tutti i reparti, non solo alla difesa.
  • Rivedi l'altezza del blocco ogni 15-20 minuti in base all'andamento della gara.
  • Non alzare il blocco se il portiere non è pronto a coprire la profondità.

Checklist per scegliere l'altezza giusta

Prima della partita valuta insieme allo staff quattro fattori: velocità dei centrali, sicurezza del portiere nelle uscite, tipo di costruzione dell'avversario e presenza di attaccanti veloci in profondità. Nessuno di questi fattori da solo determina la scelta, ma la combinazione di due o più elementi sfavorevoli deve far propendere per un blocco più basso.

  • Centrali lenti + attaccante veloce = blocco medio o basso.
  • Portiere sicuro nelle uscite + avversario che costruisce basso = blocco alto sostenibile.
  • Squadra giovane in fase di apprendimento = parti dal blocco medio come base.

Domande frequenti

Si può cambiare l'altezza del blocco più volte nella stessa partita?

Sì, ed è consigliato farlo in base all'andamento della gara, purché il cambio sia comunicato a tutta la squadra e non solo alla linea difensiva. Un blocco gestito come scelta fissa per 90 minuti è quasi sempre meno efficace di uno adattato al momento del match.

Il blocco alto è adatto anche alle categorie giovanili?

Solo se i centrali gestiscono bene la linea del fuorigioco e il portiere è sicuro nelle uscite. In caso contrario è preferibile partire dal blocco medio, più semplice da allenare e meno punitivo in caso di errore di posizionamento.

Come si allena la squadra a difendere basso senza rinunciare alla ripartenza?

Codificando due o tre uscite fisse dal blocco basso, ad esempio un lancio lungo su un riferimento oppure un appoggio corto seguito da un passaggio verticale immediato, allenate come esercitazioni specifiche subito dopo il lavoro difensivo.

Quali segnali indicano che è il momento di alzare il blocco durante la partita?

Passaggi più lenti tra i difensori avversari, meno pressione sul portatore di palla e distanze aumentate fra i reparti avversari sono i segnali più affidabili per decidere di alzare la linea in corso di gara.

Ultimo aggiornamento: 2026-08-27 · Redazione tecnica MisterEasy

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