Blocco alto: quando ha senso
Serve una difesa che difenda bene lo spazio e un portiere che esca alto con sicurezza. Se i tuoi centrali sono forti nell'uno contro uno ma lenti nei venti metri, il blocco alto ti espone alla palla diretta e non ti restituisce nulla in cambio.
Il blocco alto rende molto quando l'avversario costruisce dal basso con pochi giocatori e non ha una punta capace di attaccare la profondità.
Blocco medio: il compromesso più allenabile
Con la prima linea di pressione a metà campo la squadra resta compatta su 30-35 metri e può alzarsi sui segnali di pressione senza scoprirsi. È l'assetto che consigliamo nei settori giovanili perché consente di allenare i trigger senza esporre continuamente i difensori.
- Distanza fra reparti 10-12 metri, non di più.
- Il riferimento non è la linea di metà campo ma la posizione della palla.
- Riaggredisci nei primi 5 secondi dopo la perdita, poi riposizionati.
Blocco basso: difendere non è subire
Difendere bassi richiede più organizzazione, non meno: densità in area, marcature preventive sui rimbalzi, un giocatore che resta libero per la ripartenza e uno che copre il limite dell'area sui tiri di seconda.
Il blocco basso diventa un problema solo quando la squadra non riesce a uscire: per questo va sempre allenato insieme alla transizione offensiva, con due o tre uscite codificate.
