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Fase difensiva · 7 min di lettura

Blocco basso, medio o alto: come scegliere in base alla rosa

Prima di scegliere il modulo bisogna scegliere l'altezza del blocco. È la decisione che condiziona tutto il resto: dove recuperi palla, quanti metri devi correre, quanto spazio lasci alle spalle.

Blocco alto: quando ha senso

Serve una difesa che difenda bene lo spazio e un portiere che esca alto con sicurezza. Se i tuoi centrali sono forti nell'uno contro uno ma lenti nei venti metri, il blocco alto ti espone alla palla diretta e non ti restituisce nulla in cambio.

Il blocco alto rende molto quando l'avversario costruisce dal basso con pochi giocatori e non ha una punta capace di attaccare la profondità.

Blocco medio: il compromesso più allenabile

Con la prima linea di pressione a metà campo la squadra resta compatta su 30-35 metri e può alzarsi sui segnali di pressione senza scoprirsi. È l'assetto che consigliamo nei settori giovanili perché consente di allenare i trigger senza esporre continuamente i difensori.

  • Distanza fra reparti 10-12 metri, non di più.
  • Il riferimento non è la linea di metà campo ma la posizione della palla.
  • Riaggredisci nei primi 5 secondi dopo la perdita, poi riposizionati.

Blocco basso: difendere non è subire

Difendere bassi richiede più organizzazione, non meno: densità in area, marcature preventive sui rimbalzi, un giocatore che resta libero per la ripartenza e uno che copre il limite dell'area sui tiri di seconda.

Il blocco basso diventa un problema solo quando la squadra non riesce a uscire: per questo va sempre allenato insieme alla transizione offensiva, con due o tre uscite codificate.

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